lunedì 24 gennaio 2011

Questa sera Gno (leggasi g dura)

E doveva andare così, entrambi lo sapevamo. Non poteva durare, già ne eravamo consapevoli.

Ma fa male.

Fa male non avere un colpevole, poter dar la colpa a qualcosa.

Vuoi sprecare insulti e accuse verso il tempo e il destino? Lo stesso che vi ha fatto conoscere? No certo che non lo voglio, come potrei?

Ed è proprio vero, quando lasci una cosa ti accorgi veramente del suo valore e della sua importanza, è una condanna che l'umanità si porterà sempre dentro. Ribellarsi risulta quasi innaturale.

Questa sera Gno, non è una sera per parlare.

lunedì 10 gennaio 2011

Aspetto, non ho fretta. L'importante è non essere così.

Prendo spunto da Gaihardo "Come capisco di essere gay?".

Così, leggendo anche il blog di (In)consapevole (CliccaQui!) pare proprio che questo pensiero sia un tormentone. Ovvero, non soffermarsi tanto sul proprio orientamento ma quanto piuttosto al "Non sono gay, non so cosa sono ma non gay". *

Ecco, pure a me è successo. Come ho commentato in qualche altro blog, ho una pessima memoria, non riesco a ricordare come è cresciuta la mia consapevolezza. Ho un vago ricordo di un pensiero di 2 forse 3 anni fa, in cui non capivo perché quelli attorno a me fossero fissati col sesso e io invece non ci trovavo nulla che m'attrasse. Niente. Sì, dicevo che mi piaceva qualche ragazza, con alcune ci ho pure provato (disastrosi risultati che non hanno mai portato a nulla nulla) ma dentro di me sentivo che non avevo bisogno di loro, non mi interessavano davvero. Ma d'altra parte non ho mai provato fino ad un anno fa, mai attrazione neppure verso un ragazzo.

Niente di niente. Questo alimentava le mie "speranze", non ero gay, semplicemente non mi andava bene nessuno.

Anche se poi non era del tutto vero, perché appartengo alla generazione di Internet e il mio pc l'ho sempre usato solo io, non era affatto un problema andare su siti porno.
"E' grazie a loro" che ho capito che in realtà non ero del tutto disinteressato al sesso e compagnia ma "man mano" (scusate l'allusione), mi sono accorto che l'occhio cadeva di più su lui che su lei...

Quando incontrai per caso Randy Spears (tra l'altro etero) in un video da solo cominciai a capire qualcosa. Sapete cosa poi mi ha sempre tenuto vivo il dubbio? Che a me due donne insieme non piacessero per nulla, forse è infantile o stupido come ragionamento, ma questa cosa mi ha sempre fatto riflettere.

Temporalmente parlando, ho un buco fino ad arrivare a fine Gennaio 2010, quando parlai con una mia compagna (eravamo in autobus in direzione Folkestone!) e le dissi che credevo di essere bisessuale (illuso!!!).
Poi fu calma piatta, fino a maggio, quando cominciai a frequentare siti gay, chat. A giugno il mio primo "incontro", seguito da altri 4 o 5 e poi ho conosciuto il mio attuale fidanzato.

Vabbè sì, poca roba, in fondo ho pur sempre 18 anni (compiuti 4 giorni fa!)

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In questo lasso di tempo non ricordo di essermi mai detto "sono gay" da solo, ho fatto parecchi coming out, amici, parenti, ecc. Non penso ci sia stato un giorno preciso in cui ho avuto la consapevolezza di essere quel che sono, piuttosto una serie di giorni, settimane o forse mesi.

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Un ringraziamento speciale alle lesbiche che mi hanno sempre lasciato il dubbio e avevano ragione! :)

* Sapete quando vi capita di fare o pensare delle cose e credete di essere gli unici? La sensazione nello scoprire che in realtà un tuo amico o magari un estraneo fa lo stesso, non vi fa sentire meglio? Non vi rassicura un po'? A me fa sentire meno fuori dalla società, più unito al genere umano. C'è sempre tempo e spazio per essere originali, non mi dispiace a volte appartenere al gruppo.